Nel pomeriggio dell’8 dicembre, per il salone del libro “Vita Nova”, lo scrittore Giorgio Fontana ci parla di rapporti di sangue e rapporti che sono frutto di una scelta.

Egli mette in luce, partendo dalla parola chiave “congiunto”, le dicotomie e gli intrecci tra i legami subiti, ovvero le relazioni ereditarie come la famiglia, e i legami elettivi, come quelli di amicizia, che invece scegliamo autonomamente. 

 

Mentre le relazioni elettive, nella maggior parte dei casi, non sono regolate da leggi e quindi non sono sottoposte a strumenti giuridici, i legami di sangue vengono estremamente vincolati: basti pensare allo ius sanguinis, vigente in Italia, secondo il quale un bambino acquisisce la cittadinanza solo avendo almeno uno dei due genitori possessore di cittadinanza. Non esiste una dicotomia, una frattura marcata tra questi due tipi di rapporti, ma essi sottendono una complessità che viene svelata in parte dal linguaggio.

Fontana sottolinea come la lingua comune possa svelare delle ambiguità, vengono spesso utilizzate metafore originarie dall’alveo familiare, quindi di un legame subìto, per definire invece un rapporto elettivo, come quello di amicizia e viceversa.

 

Un esempio emblematico, riportato dallo scrittore, dei rapporti di potere che si possono instaurare in una famiglia riguarda il racconto Le Metamorfosi di Franz Kafka. 

Il protagonista, Gregor, si tramuta in uno scarafaggio e per questo motivo la sua famiglia, nonostante l’assenza di colpa del ragazzo, cambia profondamente atteggiamento nei suoi confronti, arrivando ad un atto estremo: l’uccisione. 

L’amata sorella lo condanna apostrofandolo “mostro” e Gregor subisce il ribaltamento di quelle che sono le figure che ha sempre associato all’amore, il cambiamento di un legame che per lui è sempre stato scontato, nell’estremismo della letteratura.

 

Allo stesso tempo questa rottura affettiva origina una “frattura linguistica”, infatti Gregor è in grado di comprendere gli altri, ma non viceversa. La sua vicenda, porta alla luce le reazioni inconfessabili di rancore che si possono provare per il membro della famiglia che per qualsiasi motivo cambia, muta.

La famiglia quindi è come una lingua o la patria che ereditiamo, subiamo e a cui siamo consegnati? 

La risposta è no, il legame, come la lingua, può essere recuperato, spezzato, cambiato. 

Il poeta Iosif Brodskij per commemorare i genitori e “salvarli” dal totalitarismo sovietico, utilizza la lingua inglese, anziché il russo, la lingua “consegnata”.

 In questo modo, egli crea un nuovo rapporto più fresco con i suoi genitori defunti e allo stesso tempo recupera quel legame di sangue salvandoli e salvando sé stesso, aprendo quindi due grandi margini di libertà all’interno di strutture che ci paiono come date: la lingua e la famiglia.

 

“L’amicizia è come una patria”, è una frase in cui risiedono concetti dicotomici, infatti, il concetto di patria si riferisce ad un’entità stabile ereditata sin dalla nascita, mentre le amicizie vengono scelte durante il percorso di crescita, e non necessariamente comportano una stabilità, poiché costantemente in divenire.

Proprio utilizzando i concetti di stabilità e staticità, Fontana evidenzia le analogie tra i due tipi di legami, familiare e di amicizia, in quanto nessuno dei due è infrangibile, nè può essere stabilizzato dall’esterno.

Entrambi, quindi, per la mancanza di stabilità ci espongono inevitabilmente alla sofferenza, poichè il rapporto trova solo in sé la forza di continuare o reagire per terminare.

 

Fontana, infine, evidenzia l’intensità e la ricchezza di tensioni presenti anche nei rapporti elettivi e in particolare, riporta l’esempio dell’amicizia tra l’artista espressionista tedesca Paula Becker e il poeta austriaco Rainer Maria Rilke.

 Nel corso di uno dei loro contrasti, la Becker arrivò a definire l’amico “privo di bontà” e quest’ultimo dopo la morte della donna, le dedicò un requiem intitolato Per un’amica. 

In questa poesia, ricca di riflessioni, il poeta accusa la pittrice di aver abbandonato l’arte a favore del suo desiderio di diventare madre e critica il marito della donna per averla allontanata dalla sua carriera e passione, denunciando la pratica del possesso.

Trattenere qualcuno a noi è facile ma non è arte da imparare, è grazie alla libertà nei rapporti che l’opposizione tra imposizione e scelta si sfalda.

l’obiettivo del nostro tempo è essenzialmente quello di rieleggere i legami, anche quelli imposti, in modo che i rapporti non cadano nella superficialità o che l’affetto getti ombra sui rapporti di forza. Questo cambiamento deve iniziare con il linguaggio, per far si che la nostra autonomia personale possa fiorire.

 

Lo scrittore conclude l’incontro con un aneddoto personale: un amico si trasferirà per il periodo natalizio, presso l’abitazione della nonna dello scrittore. In questo modo legami subiti ed elettivi entreranno a stretto contatto e arriveranno quasi a mescolarsi, come potranno definirsi i due amici di conseguenza?

 

Nicole Rossi, Anna Bruschi, Alessandro Guzzinati e Carlotta Ferro ( Liceo Ariosto)