In un presente che si muove verso la chiusura su se stessi, un tentativo di  cambiamento viene lanciato dal progetto ERASMUS, ormai attivo del 29 anni. Sono  quindi  invitati a testimoniare studenti ed esperti che hanno vissuto in prima persona questa esperienza. Il primo a parlare è Ismaele che dopo 10 mesi in Argentina afferma di essere tornato con un maggiore bagaglio culturale e una percezione diversa del rapporto con persone provenienti da altre culture. Vivere in una capanna in mezzo alla foresta gli permise di immergersi a pieno in una mentalità dominata dalla dimensione spirituale e scandita dai ritmi della natura. Un approccio più tecnico ci viene fornito da Elena Maddalena, esponente di Indire, che ci riporta dati sorprendenti: in 29 anni 4 milioni di studenti hanno preso parte al progetto Erasmus, di cui il 10% sono italiani. L’ Italia però non è un paese di sole partenze, essa spicca come quinta meta preferita dagli studenti. Le borse Erasmus non offrono solo periodi di studio ma anche di tirocinio e possono essere richieste anche da professori. Questo è un progetto in grado di creare una comunità: Angelo Campione è infatti membro di Erasmus network, un gruppo di studenti italiani andati in Erasmus che si mettono a disposizione di stranieri giunti in Italia per il medesimo progetto. Una modalità per aprirsi verso lo sconosciuto e per abbattere pregiudizi: è questa l’essenza dell’Erasmus anche secondo Alma e Valentina, due studentesse andate rispettivamente in Belgio e Iran.In conclusione interviene Marco Rodolfo, professore all’Università di Ferrara, che afferma che la Generazione Erasmus, portatrice nel proprio bagaglio culturale di una straordinaria capacità di dialogo, si prospetta come principale arma contro una visione sempre più chiusa verso il prossimo.

Alessandra Bosia e Chiara Marchesin

Liceo classico V. Alfieri e L. Ariosto