Sospesi. Sospesi fra sabbia e cielo, fra cime e vallate. La vita corre sospesa sul limbo anche quando sembra essersi fermata. Melania Mazzucco come sempre chiede molto ai suoi lettori: innanzitutto di accogliere una vicenda fuori dall’ordinario, un tema “non calpestato con i suoi occhi”. Chiede molto perché la protagonista è una donna e rappresenta quindi uno sguardo inedito sulla vicenda. Non una donna come le altre però. Manuela Paris è un maresciallo dell’esercito, appena rientrata dalla sua missione di pace in Afghanistan, anche lei sospesa fra la civiltà dell’Italia e il feroce deserto afgano. In Limbo non si è un semplice spettatore, la storia ti obbliga a giocare un ruolo diretto con i protagonisti, ti identifichi con uno di loro, avverti l’insopportabile canicola della faticosa pianura dove è collocato l’accampamento. L’autrice ha basato la sua storia su racconti di persone che hanno conosciuto la guerra in modo diretto, facendo provare con le sue trame, un’esperienza di vita al lettore. Secondo la Mazzucco Limbo parla della nostra comune responsabilità di cittadini: ormai ci si sente incapaci di redimersi da tale tema, non si può non parlare delle guerre e di tutto quello che di tragico avviene in esse. “Questo è un libro volto al presente ma anche al futuro”. Solo conoscendo a fondo ciò che viviamo quotidianamente possiamo cercare di migliorarne gli aspetti negativi.

Amedeo Parvis
Federico Rocco
1D Liceo Classico “Vittorio Alfieri”