Ore 16:30, Sala Estense: con la partecipazione di Loo Hui Phang, Michael Sterckeman e Ugo Bertotti, sono state raccontate, attraverso le immagini, storie e memorie di donne dalla Cambogia allo Yemen.

Loo Hui Phang, scrittrice francese di origini cambogiane, spiega com’è nata la sua idea di scrivere un libro incentrato sul genocidio. Fortemente impressionata e colpita quando il padre le parlò dell’argomento, rivelandole che gran parte di parenti a lei sconosciuti erano stati vittime di questa strage,  pensò di dover trasformare tutte le informazioni apprese in un libro.

Riesce a pubblicare una graphic novel grazie all’intervento di un suo grande amico, Michael Sterckman, autore di fumetti che la aiuta sia nella stesura della storia, sia a riordinare le sue idee, simili a “un magma di ricordi” che non aveva mai vissuto direttamente.

Decide di narrare la storia attraverso gli occhi di un bambino di otto anni: Pan. Egli infatti è la proiezione dell’autrice stessa, un piccolo uomo che non conosce le proprie radici ma scopre gradualmente il vissuto della propria famiglia; racconta come la vicenda ha influito sulla sua quotidianità e come vivere con una storia così dura alle spalle.

In seguito prende la parola Bertotti, analizzando il percorso compiuto per la stesura della propria graphic novel: è il racconto della vita che migliaia e migliaia di donne yemenite del nord si ritrovano a vivere ogni giorno. Là dove non c’è istruzione femminile, dove esistono spose-bambine e dove madri e mogli di famiglia sono costrette a soccombere al volere della propria famiglia prive del diritto al libero arbitrio.

E’ stata Ignes Montanari, amica fotoreporter dell’autore, a fornire il materiale fotografico e didascalico, tramite una serie di ritratti di donne asservite, a cui viene imposto di sposarsi giovani e di avere sempre un certo numero di figli. Un fumetto d’impatto, che alterna dialoghi veloci e silenzi; e nel momento in cui vengono narrate le parti più drammatiche, il colore predominante è il nero.

I bambini che hanno vissuto all’indomani del genocidio ne sono stati per molto tempo all’oscuro, perchè i loro genitori sono stati costretti a tacere in nome di una pace ritrovata. Questi fumetti hanno l’intento di divulgare e trasmettere alle nuove generazioni il ricordo di ciò che è accaduto e delle sofferenze patite.

Alessia Franzoso, Elisabetta Poma

Liceo Classico L. Ariosto, Liceo Classico V. Alfieri