Torino, 19 maggio 2017

1946. Diritto di voto esteso anche alle donne.

Oggi. Il posto occupato dalla donna nella società è rimesso in discussione. L’emancipazione della donna è consolidata o ancora da evolvere? Paradossalmente è regredita: l’orgoglio femminile viene meno; nel concetto di donna non si identifica una parte attiva della società, ma un’immagine parziale e neutra che annulla l’ideale di “donna in marcia” tanto predicato da Angela Guidi Cingolani, prima donna costituente. Le protagoniste di 21 donne all’assemblea sono figure come lei, intelligenti, convinte, autonome. L’inedito è un tributo alla felicità di quella generazione di donne, non omologate in quanto capaci di mantenere l’indipendenza del loro pensiero. Una provocazione alla donna di oggi, raramente dotata di personalità individuale e poco coriacea nel manifestare il proprio valore. Valore, però, non significa potere. L’ultimo impone una relazione verticistica: dunque un’assenza di scambio che ci impedisce di compensare le emozioni di cui ci facciamo carico quotidianamente, proprio perché donne.

Così presenta il suo libro Grazia Gotti nelle vesti di scrittrice, ricercatrice, ma soprattutto insegnante, ruolo a cui tiene particolarmente, tanto che si dichiara tenuta in vita da tale mestiere. La Gotti, affiancata e sostenuta da Lidia Ravera, esalta la diversità dell’individuo e del genere femminile stesso, in quanto “per formarsi a vicenda è utile mescolare le carte e confrontarsi con il dissimile”.

Ribadire questi concetti è corretto e costruttivo, ma la difficoltà consiste, da anni, nella ricerca di una via risolutiva sul piano pratico e concreto. E questo, probabilmente, non deve partire solo dalle nuove generazioni, ma anche da un atteggiamento di coerenza e maturità da parte degli adulti.

Verardo Federica – Franzin Chiara

Liceo M. Grigoletti, Pordenone